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L’induzione del parto pretermine
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 8
Abstract Local application of prostaglandins E2 preparations has found to be effective for labour induction even in case of very unfavourable cervical state, as generally in preterm pregnancies. Preterm labour induction should therefore become a useful and safe therapeutic alternative to cesarean section even before 37 weeks, if delivery is mandatory due to maternal of fetal indications like preeclampsia, IUGR and PROM. In selected patients results and complications seem no significantly different from term or post term induction, provided that obstetric risk factors were previously carefully evaluated.
At present, however, the practice of preterm labour induction is still limited due to poor specific experience of most obstetricians and the fear of legal proceedings.
Riassunto L’utilizzazione locale delle prostaglandine E2 rende possibile l’induzione del travaglio di parto anche in casi con particolare impreparazione della cervice, come sono quasi sempre le gravidanze pretermine. Ciò consente di proporre l’induzione come modalità alternativa al taglio cesareo di elezione anche per quelle gravidanze al di sotto delle 37 settimane, nelle quali la presenza di complicazioni, quali ad esempio preeclampsia, IUGR e PROM, richieda una anticipazione del parto. Le prime esperienze in tal senso mostrano che, in casi selezionati, è possibile ottenere percentuali di successo sovrapponibili a quelli delle gravidanze a termine, senza incremento delle complicazioni materne o neonatali. Naturalmente una scelta del genere va valutata accuratamente caso per caso, tenendo conto di tutti i fattori che potrebbero controindicare il travaglio e un parto vaginale. Anche se tecnicamente possibile e sicuramente utile dal punto clinico ed economico, è però difficile che allo stato attuale la pratica dell’induzione pretermine riesca a diffondersi in ambito ostetrico, per la scarsa esperienza che vi è ancora in questo ambito e soprattutto per il timore di contenziosi medico-legali.