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L’uso farmacologico dei folati: prospettive attuali
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 1
Abstract Folate effects for prevention and treatment of megaloblastic anemia are known since 1931, well before this vitamin had been isolated from the leafs of spinach. In the 80’s, it was shown that folate have a lowering effect on plasma homocysteine levels and exert a protective role on cardiovascular disease and neural tube defects (NTD). The results on studies conducted on prevention of NTD were so encouraging that fortification of grains by folic acid was adopted as a prevention in the general population in several countries. Although, its role in cardiovascular prevention will be clarified by the ongoing prospective trials of folate and B vitamin supplementation; growing data show protective effects of folate beyond their effect on lowering homocysteine levels, by improving oxidative stress and endothelial nitric oxide synthase (eNOS) activity. These effects should be achieved by folate doses higher than those employed to reduce homocysteine levels, Another promising preventive use of folate concerns neuropsychiatric disease and cancer. A simple, well-tolerated and low-cost intervention is becoming a key strategy for prevention of the most important causes of death and morbidity in Western Countries.
Riassunto L’effetto dei folati nella prevenzione e nel trattamento dell’anemia megaloblastica da carenze nutrizionali è noto sin dagli anni ’30, ancor prima che la vitamina fosse isolata dalle foglie di spinaci. Questa è stata la precipua indicazione per l’utilizzo dei folati fino agli anni ’80, quando si sono ottenute evidenze cliniche circa il loro ruolo protettivo, legato al controllo dei livelli di omocisteina, nei confronti delle malattie cardiovascolari e dei difetti del tubo neurale. Seppure i benefici nella prevenzione cardiovascolare saranno chiari solo alla luce di studi prospettici in corso è evidente il ruolo protettivo dei folati, al di là del controllo dell’iperomocisteinemia, legato nel migliorare la disfunzione endoteliale, in particolare lo stress ossidativo, e la funzione dell’enzima ossido nitrico sintetasi (eNOS). Ciò sembra possibile con dosi più elevate di folato rispetto a quelle necessarie per ridurre i livelli di omocisteina, suggerendo un ruolo particolare per supplementi a base di 5-metiltetraidrofolato, la forma di folato che può agire direttamente sulla eNOS, e che a differenza dell’acido folico non espone al possibile mascheramento di carenze latenti di vitamina B12. Altri ambiti per i quali si prevedono interessanti sviluppi nell’utilizzo dei folati sono le malattie neuropsichiatriche e le neoplasie. Il semplice intervento con una vitamina ben tollerata e di basso costo sta diventando una strategia di grande importanza contro le principali cause di mortalità e di morbilità nel mondo Occidentale.