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Paralisi cerebrale nel neonato: il problema della responsabilità professionale medica e la crisi delle assicurazioni: proposta di ordinamento in Italia
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 7
Riassunto Sicuramente questo è un tema cruciale: da un canto la crudezza delle paresi cerebrali neonatali (di solito quadriplegia con possibile ritardo intellettivo), il peso di un’assistenza che, per questi bimbi, si prevede difficile e per tutta la loro vita, ed i conseguenti costi, che producono risarcimenti per milioni di euro; dall’altro le tante incertezze sulla patogenesi di questa patologia, la erronea e diffusa opinione secondo cui le causa più frequente consisterebbe in un ritardo nell’intervento ostetrico (mentre oggi sappiamo che solo una minima percentuale è ascrivibile al comportamento dell’ostetrico), il disagio dei medici nell’affrontare contenziosi disperatamente volti a dimostrare una loro colpa al fine di autorizzare un possibile risarcimento (le sentenze cosiddette compassionevoli).
Gli elementi da considerare non sono pochi: sicuramente la responsabilità professionale dei medici, e, al riguardo l’atteggiamento legislativo assunto dai diversi Paesi. Poi, inevitabilmente, il problema della entità dei risarcimenti, tanto elevata da non potere essere sostenuta da un medico (e quindi poco garantita per i destinatari), e spesso, peraltro, anche imprevedibile e variabile da giudice a giudice; la sempre più ridotta fruibilità di efficienti sistemi assicurativi, ed infine le conseguenze che l’attuale stato delle cose incomincia a produrre: dalla fuga di noi medici dalle sale da parto all’aumento vertiginoso del ricorso ad una medicina difensiva, spesso clinicamente non utile e costosa, ma tuttavia a volte unico apparente, immediato ed individuale rifugio contro gli elevati ed insostenibili tassi di litigiosità.