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Osteoporosi ed ipercorticosurrenalismo
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 5-6
Abstract Cushing’s syndrome (CS) is a disease with many signs and symptoms. Osteoporosis is one of the most common complication of CS. Increased plasma cortisol levels influence bone and calcium metabolism at many levels, although the exact mechanisms are not fully understood. The prevalence of osteoporosis in adult patients with CS is approximately 50%. Endogenous hypercortisolism is also associated with an increased fracture risk, particularly at the vertebral site. Then, it is reasonable to measure Bone Mineral Density (BMD) at the lumbar spine level in all patients with CS and to consider antiresorptive therapy in those with osteoporosis.
There is some evidence to suggest that deficits in bone mass may be partially reversed after remission of hypercortisolism, even though antiresorptive therapy may induce a more rapid improvement in BMD than cortisol normalization alone.
In conclusion, the long-term skeletal effects of endogenous hypercortisolism represent an important clinical issue. Early diagnosis of Cushing’s syndrome can limit its negative effects at bone level.
Riassunto L’ipercorticorticosurrenalismo è una patologia associata a diversi segni e sintomi, tra cui la presenza di una ridotta massa ossea. Aumentati livelli plasmatici di cortisolo determinano, infatti, una serie di alterazioni a livello osseo, che riguardano sia la linea osteoclastica che osteoblastica sia, più in generale, la regolazione endocrino-metabolica del metabolismo osteo-calcico stesso. Nei soggetti con Sindrome di Cushing (SC), l’osteoporosi è presente nel 50% dei casi. A tale condizione si associa un aumentato rischio di frattura, soprattutto a livello della colonna vertebrale, particolarmente ricca in osso trabecolare.
E’, quindi, opportuno eseguire una valutazione della Bone Mineral Density (BMD) in tutti i pazienti con SC e considerare la terapia antiriassorbitiva in quelli con osteoporosi. Alcuni dati suggeriscono che la normalizzazione nei livelli di glucocorticoidi può essere associata ad un parziale recupero della massa ossea, anche se si è visto che terapie antiriassorbitive potrebbero indurre un miglioramento nella BMD, più rapido di quello che si avrebbe con il solo controllo della patologia di base.
In conclusione, gli effetti a lungo termine dell’ipercorticosurrenalismo sul tessuto osseo rappresentano un importante problema clinico, la cui precoce individuazione ne limita gli effetti negativi sulla massa ossea.