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La chemioterapia neoadiuvante nel carcinoma epiteliale dell’ovaio stadio III e IV
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 4
Abstract The aim of this study was to compare the outcome of patients with advanced ovarian carcinoma treated with neoadjuvant chemotherapy with those treated conventionally with primary debulking surgery. From 1994 to 2003, all consecutive cases of advanced stage epithelial ovarian carcinoma treated with neoadjuvant chemotherapy at the University of Bari were identified. A well-balanced group of women who underwent primary debulking surgery followed by platinum-based chemotherapy was selected as controls. Kaplan-Meier and Cox proportional hazards analyses were used to determine the predictors for survival. Thirty women with advanced stage epithelial ovarian carcinoma were treated with neoadjuvant chemotherapy and were compared to 30 patients who underwent primary debulking surgery. Patients in the neoadjuvant chemotherapy were significantly older and had a poorer performance status compared to the controls. However, no statistical difference was observed in overall disease-specific survival (p=0.66) and diseasefree survival (p=0.25) between the two groups. In conclusion, this treatment modality does not compromise survival. Prospective randomised trials comparing neoadjuvant chemotherapy to conventional treatment to determine the quality of life and cost/benefit outcomes are now appropriate for women presenting advanced epithelial ovarian cancer.
Riassunto Lo scopo di questo studio è di paragonare gli esiti delle pazienti con carcinoma epiteliale dell’ovaio in stadio III-IV, trattate con chemioterapia neoadiuvante, con quelli di pazienti trattate convenzionalmente con chirurgia citoriduttiva. Dal 1994 al 2003 sono stati identificati presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche Generali e Specialistiche, Sezione di Ginecologia e Ostetricia “A”, dell’Università di Bari, tutti i casi di carcinoma epiteliale dell’ovaio trattati con chemioterapia neoadiuvante. È stato selezionato un gruppo controllo ben bilanciato composto da donne sottoposte a chirurgia primaria citoriduttiva e a chemioterapia adiuvante. Trenta donne con carcinoma epiteliale dell’ovaio in stadio III-IV sono state trattate con chemioterapia neoadiuvante e paragonate ad un uguale numero di pazienti sottoposte a chirurgia citoriduttiva. Le donne trattate con chemioterapia neoadiuvante erano di età più avanzata e con performance status più scadente rispetto ai controlli. Tuttavia, non è stata osservata nessuna differenza statistica tra i due gruppi in termini di sopravvivenza generale (p = 0.66) e tempo libero da malattia (p = 0.25). Pertanto, dai dati del nostro studio si evince che la chemioterapia neoadiuvante non influisce sulla sopravvivenza. Sono, però, necessari studi prospettici randomizzati sulla terapia neoadiuvante che analizzino la qualità di vita e il rapporto costo/beneficio del trattamento in pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato.