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Nuovi patogeni, vecchi rimedi. Alternative terapeutiche topiche per il trattamento di candidosi multiresistenti: acido borico e flucitosina
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 33
Autore/i:
Guido Leo.
Keywords:
CandidosisFlucytosine.
Abstract In the following work are described two cases of vaginal candidiasis due to multi- resistant C. Glabrata, couplings to the observation of the authors after a suffered clinical path characterized by the failure of many therapeutic approaches. Infections due to azole resistant C. Glabrata represent an emerging disease that involves several issues. For scattered forms, medicines are very active, such as amphotericin B and echinocandines. These products, however, require parenteral administration in hospitals, and also have a high cost. Conversely, for localized forms, different medicines are available on the market and the most used are topical medicines belonging to the class of azole, to which the pathogen is frequently resistent. For these reason the search for a local therapy and of low cost is a goal to pursue. Therefore, the treatment chosen by the authors is based on the use of topical products. In the first case the favourable outcome was achieved with a medicinal product available in our country, boric acid in vaginal capsules. For the second clinical case, more complex with more remote onset and already unsuccessfully treated with boric acid, it was necessary to prepare a galenical preparation based on flucytosine, a formulation not available in European Countries. In both cases it has been obtained both clinical healing and microbial eradication.
Parole Chiave:
CandidosiFlucitosina.
Riassunto Nel lavoro qui riportato vengono descritti due casi di candidosi vaginale da C.Glabrata multiresistenti, giunti all’osservazione degli autori dopo un sofferto percorso clinico caratterizzato dall’insuccesso di numerosi approcci terapeutici. Le infezioni da C.Glabrata resistente agli azolici rappresentano una patologia emergente che comporta diverse problematiche. Per le forme disseminate sono disponibili medicinali molto attivi, come l’amfotericina B liposomiale e le echinocandine. Tali prodotti, però, richiedono la somministrazione parenterale in ambito ospedaliero, e presentano inoltre un costo elevato. Al contrario, per le forme localizzate, esistono in commercio e vengono utilizzati perlopiù medicinali topici appartenenti alla classe degli azolici, cui il patogeno è frequentemente resistente. La ricerca di una terapia locale e di costo contenuto rappresenta quindi un obiettivo da perseguire. Pertanto, il trattamento scelto dagli autori si è basato proprio sull’utilizzo di prodotti ad uso topico. Nel primo caso il risultato favorevole è stato ottenuto con una specialità medicinale disponibile nel nostro Paese, l’acido borico in capsule vaginali. Per il secondo caso, più complesso e di più remota insorgenza, e già trattato senza successo con l’acido borico, è stato necessario approntare una preparazione magistrale galenica a base di flucitosina, una formulazione non disponibile nei Paesi dell’Unione Europea. In entrambi i casi si è ottenuta sia la guarigione clinica, che l’eradicazione microbica.