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Il travaglio e la modalità del parto nei neonati estremamente pretermine costituiscono ancora una sfida. Esperienza di un centro di riferimento di terzo livello.
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 28
Abstract Objective. The delivery of extremely preterm infants (born at less than 27 week of gestation -ELBW) represents a burning issue of public health with enormous economic implications, considering the effects in terms of elevated neonatal mortality and morbility. The aim of our study was to define the role of type of delivery (spontaneous delivery versus caesarean section) and of labour (early labour, active labour and pushing stage) in the subgroup of women undergoing caesarean section, in relation to neonatal survival e psychomotor development.
Methods. In our centre we performed a retrospective cohort study on 114 extremely preterm infants with detailed information about obstetric and maternal history and neonatology. Results. 40% of deliveries were carried out at 25 weeks of gestation or less and birth weight was less than 500 grams in 14% of all newborns. The overall survival rate was 56% with a prevalence of neuromotor impairment with disability among survivors of 28%. After correction by multiple logistic regression, only extreme prematurity (less than 25 weeks of gestation) and birth weight less than 500 grams had a significant effect on survival (p<0.05), regardless of the way in which delivery was carried out and the time of caesarean section.
Conclusions. What came out led to conclude that the labour and the ways of carrying out delivery do not seem to have a decisive role in determining adverse events both in terms of mortality and of neuromotor impairment in extremely preterm infants.
Riassunto Obiettivo: Il parto dei neonati estremamente pretermine (inferiore alla 27° settimana di gestazione-ELBW) rappresenta una scottante questione di sanità pubblica con enormi implicazioni economiche, considerando la ricaduta in termini di elevata mortalità e morbilità neonatali. Lo scopo dello studio è stato quello di definire il ruolo della modalità del parto (parto spontaneo verso taglio cesareo) e del travaglio (fase dilatante latente, dilatante attiva e espulsiva) nel sottogruppo di donne sottoposte a taglio cesareo, in correlazione alla sopravvivenza neonatale e allo sviluppo psicomotorio.
Metodi: Nel nostro centro è stato condotto uno studio di coorte retrospettivo su 114 neonati estremamente pretermine con informazioni dettagliate riguardo l’anamnesi ostetrica, materna e neonatologia.
Risultati: Il 40% dei parti veniva espletato a 25 settimane di gestazione o prima ed il peso alla nascita era inferiore a 500 grammi nel 14% di tutti i neonati. Il tasso di sopravvivenza complessivo era del 56% con una prevalenza di deficit neuromotorio con disabilità tra i sopravvissuti del 28%. Dopo correzione mediante regressione logistica multipla, solamente la prematurità estrema (<25 settimane) ed il peso alla nascita inferiore a 500 grammi avevano un effetto significativo sulla sopravvivenza (p<0.05), indipendentemente dalle modalità con cui veniva espletato il parto e dal momento in cui era effettuato il taglio cesareo.
Conclusioni: Quanto è emerso ha portato a concludere che il travaglio e la modalità con cui viene espletato il parto non sembrano giocare un ruolo decisivo nel determinare eventi avversi sia in termini di mortalità che di deficit neurologici nei neonati estremamente pretermine.