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Diagnosi di corionicità nella gravidanza gemellare. Controversie, acquisizioni e nostra esperienza
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 23
Abstract Accurate determination of zygosity and chorionicity is essential in on twin pregnancies, and especially in clinical management of themselves. The twin pregnancies account for 1 to 2% of all pregnancies, of which 66% dizygotic. 33% are monozygotic and most frequently related to pregnancies achieved through assisted reproductive techniques. In our retrospective study we examined 80 twin pregnancies (78 bigemina and 2 triplets), whereas gestational age, mode of delivery, a possible indication for caesarean section, fetal presentation at delivery. Infants were examined: the number of live births, sex, weight, Apgar score, pH, any treatment (oxygen therapy, resuscitation and transfer to intensive care). The purpose of the study was a comparison of monochorionic pregnancies and bichorionic in terms of how out-fetal-neonatal. Analysis of data shows that the pPROM has affected 32% of our sample, regardless of chorionicity, IUGR 11 .2% of all pregnancies studied (5% of bicoriali, 30% of monochorionic), neonatal outcome with respect to weight (less than 1000 grams) was different between bichorionic and monochorionic (3-4% vs. 15%), Apgar minutes I and V, pH of cord blood and other pregnancy-induced diseases has not been found to be statistically significant . Although you can try a vaginal birth because in certain circumstances (Twins PP cephalic, absence of maternal and fetal complications, reasons for the patient), it is preferable to plan an elective caesarean section or elective induction of labor at 37 weeks in pregnancies bichorionic and at 36 weeks in monochorionic.
Riassunto Una determinazione accurata della zigosità e corionicità è essenziale in qualsiasi studio sulle gravidanze gemellari e nel management clinico-assistenziale delle stesse.Le gravidanze gemellari rappresentano l'1-2% di tutte le gravidanze,di cui il 66% dizigotiche.
Il 33% sono monozigotiche e più frequentemente correlate a gravidanze ottenute mediante da tecniche di riproduzione assistita. Nel nostro studio retrospettivo abbiamo esaminato 80 gravidanze gemellari (78 bigemine e 2 trigemine), considerando l’epoca gestazionale, la modalità del parto, l’eventuale indicazione al taglio cesareo, le presentazioni fetali al momento del parto.
Dei neonati sono state esaminate: il numero di nati vivi, il sesso, il peso, l’indice di APGAR, il pH, gli eventuali trattamenti (Ossigeno terapia, rianimazione e trasferimento in terapia intensiva).Scopo dello studio è stato un confronto fra le gravidanze monocoriali e bicoriali in termini di out-come feto-neonatale. Dall’analisi dei dati si evince che la pPROM ha interessato il 32% del nostro campione, indipendentemente dalla corionicità, l’ IUGR l’11.2% del totale delle gravidanze studiate (5% delle bicoriali, il 30% delle monocoriali), l’outcome neonatale rispetto al peso( inferiore di 1000 gr) era diverso tra bicoriali e monocoriali (3-4% vs 15%), Apgar I e V minuto, pH del sangue cordonale e le altre malattie gravidanza-indotte non sono risultate essere statisticamente significative. Pur se possibile provare un parto per via vaginale in talune circostanze(I gemelli in PP cefalica, assenza di complicanze materne e fetali, motivazione della paziente), è preferibile programmare un taglio cesareo elettivo o un’induzione elettiva del parto a 37 settimane nelle gravidanze bicoriali ed a 36 settimane in quelle monocoriali.