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Ricadute sull'apparato cardio-vascolare delle differenti forme di terapia ormonale sostitutiva nelle donne in menopausa
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 18
Abstract Randomized trials showed that oral estrogen use in “standard” doses in healthy women close to menopause (first 10 years) is not associated with cardiovascular risk, besides a moderate increase of venous thromboembolism particularly in women with prothrombotic gene-mutations. However, when women are older and/or already affected by atherogenic burden, ischemic coronary events and stroke are increased by estrogen plus progestin therapy, especially in the first year of treatment (“early harm”) due to adverse hepatocellular effects of oral estrogen on coagulant cascade and inflammation as a consequence of the first liver passage. More favorable appears the use of transdermal estradiol which substantially lacks hepatocellular actions.
Riassunto I risultati dei “trials” randomizzati indicano che nel 1° decennio postmenopausale e in soggetti sani l’impiego di dosi “standard” di estrogeni orali comporta un rischio vascolare assai ridotto, rappresentato fondamentalmente da un aumento modesto delle trombosi venose. Invece, nelle donne più anziane o portatrici di patologie vascolari è rilevabile un incremento di eventi coronarici e di ictus ischemico, attribuibile al deleterio effetto sulle placche ateromasiche delle modificazioni proinfiammatorie e procoagulanti che le dosi “standard” di estrogeni orali, (azioni epatomediate per “primo passaggio epatico”), comportano. Più favorevole appare l’impiego dell’estradiolo per via cutanea che, alle dosi correntemente usate, è sostanzialmente privo di tali azioni epatomediate.