Congressi:
Vai
La gravidanza protratta e l’outcome fetale presso la clinica di ostetricia e ginecologia di udine
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 12
Abstract Prolonged pregnancy (≥ 42 gestational age) is characterized by an unfavourable maternal and fetal outcome. The aim of our study is to evaluate the outcome of prolonged pregnancies beyond 41 weeks’ gestation in the Clinic of Obstetrics and Gynaecology – University Of Udine. We have exanimate 250 patients (with a prolonged pregnancy beyond 41 weeks’ gestation) sheltered in the Clinic of Obstetrics and Gynaecology – University Of Udine from January 1° 2002 to December 31 2004. Of the 250 patients with prolonged pregnancy, 90% requiring induction of labour with cervical ripening with prostaglandin gel (Prepidil gel 2 mg Pharmacia & Upjohn) and 10% has an induction with intravenous oxytocin. The delivery of our women was spontaneous in 54.8%, operative vaginal delivery in 10.8% and 34.4% had a cesarean section rate. Perinatal mortality in our study was zero. The rates of macrosomia was 16.8%, and the incidence of shoulder dystocia was 4%. The amniotic fluid was thick meconial in 24.4% of the patients and fetal hearth rate alterations was in 31.2% of the preganancies. Our experience, like the recent literature, is that a management of labour induction beyond 41 weeks’ gestation with precise protocols for uncomplicated singleton pregnancies do not increase cesarean section rates, and will be obtain better fetal outcomes.
Riassunto La gravidanza protratta (≥ alle 42 settimane di amenorrea) è caratterizzata da uno sfavorevole outcome materno fetale. L’obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare l’outcome delle gravidanze oltre la 41a settimana di gestazione presso la Clinica Ostetrico-Ginecologica del Policlinico Universitario di Udine. La popolazione oggetto dello studio è costituita da 250 pazienti (con gravidanza oltre il termine con settimane gestazionali ≥ a 41 settimane) ricoverate presso la Clinica Ostetrico-Ginecologica del Policlinico Universitario di Udine nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2002 e il 31 dicembre 2004. Le 250 pazienti sono state indotte per il 90% con prostaglandine intravaginali (Prepidil gel 2 mg Pharmacia & Upjohn) e per il 10% con ossitocina. Il parto è avvenuto nel 54.8% in modo spontaneo, nel 10.8 % con ventosa e nel il 34.4% con taglio cesareo. La mortalità perinatale nella nostra popolazione risulta nulla. L’incidenza di macrosomia è stata del 16.8%, la distocia di spalla è insorta nel 4% dei casi. Il liquido amniotico era fortemente tinto (grado 4) nel 24.4% dei casi e tracciati cardiotocografici non rassicuranti si sono registrati nel 31.2% delle gravidanze. La nostra esperienza, in linea con la recente letteratura, è che un management di induzione al travaglio dopo le 41 settimane di gestazione secondo protocolli precisi per gravidanze singole e non complicate non aumenta in modo significativo l’incidenza del taglio cesareo, ma sopratutto permette di ottenere migliori outcome neonatali.