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Diagnostica mediante ultrasonografia
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 11
Autore/i:
Cinzia Pajoncini.
Abstract Imaging of pelvic floor anatomy and female low urinary tract is a fundamental step for the study of incontinence and pelvic organ prolapse. A revue of recent international literature shows that most morphological study of the low urinary tract have been conducted by ultrasound. The exam explores pelvic floor muscles and pelvic organs by external and/or endocavitary applications. External applications include perineal ultrasound, in which the 3.5 MHz probe is placed on the perineum, and introital ultrasound in which a endfire sector 7.5 MHz probe is placed between the labia at the level of external urethral orifice. German Ultrasound Association recommend to evaluate qualitative and quantitative parameters in the study of anterior perineal compartment: bladder neck funnelling, position and hypermobility of urethro-vesical junction, measurement of posterior urethro-vesical angle and measurement of internal urethral orifice. Many researchers correlated urethral sphincter volume with Stress Urinary Incontinence (IUS). Patients with postoperative voiding disturbance or complains following tension free suburethral tape or POP repair whit prosthetic material should undergo ultrasound examination for studying mesh and tape position.
Riassunto Le tecniche di imaging nello studio anatomico del pavimento pelvico e delle basse vie urinarie sono state considerate una tappa diagnostica fondamentale nelle pazienti affette da disturbi della continenza e alterazioni della statica del pavimento pelvico. La revisione della recente letteratura internazionale evidenzia che la maggior parte degli studi morfologici del basso tratto urinario femminile viene attualmente condotta mediante ecografia. L’esame ecografico studia le strutture anatomiche muscolari del pavimento pelvico, i recessi grassosi e gli organi pelvici mediante sonde applicate a contatto del.piano perineale o introdotte in cavità naturali (vagina o ano-retto). L’ecografia del pavimento pelvico è stata proposta con diverse metodiche (1): le tecniche endocavitarie: transvaginale e transrettale; le tecniche esterne: transperineale ed introitale. L’esame ecografico del pavimento pelvico femminile offre rilievi quantitativi e qualitativi. L’Associazione Germanica di Uroginecologia raccomanda la determinazione dell’angolo uretrovescicale posteriore e della posizione dell’orificio uretrale interno. I parametri qualitativi utilizzati nelle alterazioni del pavimento pelvico sono l’imbutizzazione del collo vescicale, la posizione (alta retropubica, bassa) e la mobilità (fissa, ipermobile) della giunzione e della base vescicale. Numerosi studi in letteratura hanno correlato le dimensioni dello sfintere uretrale, in toto e nelle sue singole componenti, con la presenza di incontinenza urinaria da stress. Pazienti con disturbi complessi dopo interventi per incontinenza urinaria da stress o prolasso degli organi pelvici dovrebbero essere sottoposte a controllo ecografico per studiare la posizione della benderella e/o mesh in relazione all’uretra e agli organi endopelvici.