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Tecniche chirurgiche attuali nel carcinoma vulvare.
Pubblicato su:
La Rivista Italiana di Ostetricia e Ginecologia n. 15
Abstract The aim of this review is to give an overview of the surgical management of Squamous Cell Carcinoma (SCC) of the vulva. Today the majority of patients with vulvar SCC can be safely treated by radical wide local excision or partial vulvectomy and bilateral inguinofemoral lymphadenectomy with triple incision technique avoiding the more aggressive classic radical vulvectomy with en bloc inguinofemoral lymphadenectomy. The groin lymphadenectomy should be a complete inguinofemoral lymphadenectomy with removal of at least all superficial lymphnodes and all medial deep femoral lymphnodes preferentially with preservation of femoral fascia or fascia lata. Unilateral groin lymphadenectomy, according to some authors, can be performed in patients with a lateralized tumor; however some controversies still exist regarding a universally accepted definition of laterality, and the role played by the tumor dimension, stromal depth invasion and capillary space like involvement. Finally, the sentinel node procedure is a promising conservative technique, but since its safety has not been proven yet, it should not be considered in the standard surgical approach to SCC of the vulva.
Riassunto Lo scopo di questo lavoro è fornire un aggiornamento sulle tecniche di chirurgia conservativa del carcinoma invasivo della vulva. Allo stato attuale la vulvectomia radicale con linfoadenectomia inguinofemorale in blocco secondo Taussig e Way può essere sostituita dalla vulvectomia totale o settoriale radicale con linfoadenectomia inguinofemorale mediante triplice incisione. La linfoadenectomia inguinofemorale deve essere totale, ovvero rimuovere tutti i linfonodi superficiali e femorali profondi preferenzialmente mediante preservazione della fascia femorale o fascia lata. Secondo alcuni Autori in presenza di un tumore laterale si può eseguire una linfoadenectomia inguinale monolaterale. Tuttavia, il mancato consenso sui parametri istopatologici del tumore primitivo (profondità di invasione, diametro e interessamento degli spazi capillaro simili) e la imprecisa definizione di quando un tumore debba essere considerato “laterale” , rendono tale proposta chirurgica una variante conservativa non ancora utilizzabile come approccio standard. Infine la metodica della biopsia del linfonodo sentinella, nonostante sia molto promettente, necessita ancora di ulteriore sperimentazione e definizione accurata prima di entrare nell’approccio chirurgico standard del carcinoma invasivo della vulva.